Nicola Bertellotti

(Pietrasanta, 1976)

Nicola Bertellotti

Nicola Bertellotti: la poetica dell’abbandono

La fotografia di Nicola Bertellotti (Pietrasanta, 1976) non è un semplice reportage di rovine. È una messa in scena della memoria, dove il tempo sembra essersi fermato in un’architettura cinematografica. Il suo obiettivo trasforma luoghi un tempo vitali — ville patrizie, teatri, architetture dimenticate — in palcoscenici del silenzio, giocando con la luce naturale per restituire una dignità estetica alla decadenza.

Contenuto comprimibile

Leggi di più

Il lavoro di Bertellotti si è consolidato attraverso una rigorosa ricerca editoriale. Libri come Fenomenologia della fine (2014) e In Absentia (2022) non sono solo raccolte fotografiche, ma veri e propri manifesti di una visione che oscilla tra il documentario e il mondo della finzione. È questo scarto tra realtà e narrazione — che gli è valso il Trento Art Prize e la Targa d'oro al Premio Arte — a rendere le sue opere oggetti di un collezionismo colto, capace di interrogare lo spazio e la storia.

Il cuore della ricerca bertellottiana è il concetto di assenza. Fotografare il vuoto significa, per l'artista, riempire quel vuoto di significati nuovi. Nelle sue serie, la natura che si riappropria degli spazi e l'arredo lasciato a se stesso diventano elementi compositivi che ricordano le messe in scena del cinema d'autore. La sua è una "estetica della seduzione" applicata alle macerie, un ossimoro visivo che eleva l'abbandono a nuova forma di bellezza contemporanea.


Esplora le fotografie fine art di Nicola Bertellotti disponibili in galleria